Home About Us EJournal EBooks Bibliographies Bible Proverbs Quotations Games Proverbium Paremia line Twitter
 



Christmas comes but once a year.

Click here to see/listen to the equivalent proverb in:
rss 2.0
Subscribe
Unsubscribe
Send the proverb of the day to a friend
Daily Quote :
Realize what you really want. It stops you from chasing butterflies and puts you to work digging gold.
--Get Details
( Marston, William Moulton | Want )



'PROVERBIANDO, S'IMPARA': Il proverbio nella didattica delle lingue


TEODOR FLONTA

'PROVERBIANDO, S'IMPARA'
(Il proverbio nella didattica delle lingue)*

'Niente di nuovo sotto il sole': certamente non il proverbio e il 'proverbiare' che, se pur esiste nel senso di 'inveire contro qualcuno', dovrebbe essere riciclato per definire non solo l'arte di servirsi dei proverbi, ma anche quella di rielaborarli o semplicemente ispirarsi ad essi.

Durante la sua storia millenaria, il proverbio venne utilizzato con funzioni e scopi molteplici presso diversi popoli. Già i Sumeri, la cui civiltà mesopotamica risale al IV millennio a.C., destinavano ad uso scolastico le raccolte di proverbi. In un'epoca più vicina a noi, il Medioevo, si adoperavano nell'insegnamento delle lingue classiche e, nel Rinascimento e nei secoli successivi, anche in quello delle lingue moderne. Alla fine del '500 il Florio, autore di un dizionario italiano-inglese e raccoglitore assiduo di proverbi, se ne serviva regolarmente nelle lezioni di italiano destinate a studenti inglesi.1

Dai tempi di Erasmo, che fu il primo paremiologo moderno, ad oggi, lo studio e la raccolta dei proverbi hanno attraversato nelle civiltà occidentali periodi alterni di auge, soprattutto tra il XVI e il XVIII secolo, e d'indifferenza, ma non totale, come verso la fine del XIX secolo e agli inizi del nostro.

Recentemente un risveglio d'interesse per la paremiologia si riscontra nei paesi del nord europeo, tant'è vero che in Finlandia è stato catalogato fino al 1959 circa mezzo milione di adagi, di cui 300.000 sono proverbi con tutte le carte in regola, e si trovano negli Archivi folkloristici della Società di letteratura finlandese, mentre l'Istituto di lingua finlandese dell'Università di Helsinki ne ha registrati, prima del 1930, 1.425.000 comprese le varianti.2 Non a caso gli studiosi finlandesi furono tra i promotori della rivista internazionale di studi sul proverbio, Proverbium, pubblicata dal 1965 al 1975 a Helsinki sotto l'egida della Società di letteratura finlandese. Purtroppo, nonostante il notevole impulso che la rivista aveva dato agli studi paremiologici di tutto il mondo, la sua pubblicazione cessò dopo soli 25 numeri, ma non per mancanza di materiale, come dimostra il nuovo eccellente Proverbium.3

Anche nei paesi dell'Est europeo, attualmente, si verifica un crescente impegno nell'indagine, specialmente di carattere comparativo, sui proverbi e quindi si promuove la pubblicazione di dizionari bilingui e plurilingui. Valga l'esempio della Romania, dove, negli ultimi vent'anni, è apparsa una serie nutrita di dizionari di proverbi che include i bilingui inglese-rumeno,4 francese-rumeno,5 tedesco-rumeno,6 italiano-rumeno,7 i trilingui inglese-francese-rumeno,8 inglese-italiano-rumeno,9 il quadrilingue inglese-spagnolo-portoghese-rumeno10 e persino un dizionario dei proverbi in tutte le principali lingue romanze.11

 

Sull'uso didattico dei proverbi biblici ci informa Janet Heseltine nella sua Introduzione alla prima edizione dell'ODEP e J. Wilson, nell'Introduzione alla terza edizione, ribadisce che 'proverbial sayings, generally of a sententious nature, can be found in religious manuscripts from the first half of the eighth century onwards, with, occasionally, brief collections of proverbs inserted half in the vernacular, the whole in Latin, presumably to facilitate the teaching of Latin to a novice.'12 Nella prefazione al loro libro English Proverbs Explained, Ridout e Witting scrivono: 'As early as the tenth century proverbs were used in England as a brighter method of teaching Latin.'13 Ma il fenomeno non è certamente circoscritto all'Inghilterra: testimonianze analoghe ci vengono anche dalla Francia e dalla Spagna. Jacques Pineaux afferma: 'Au XIIe siècle, les Proverbes du roi Salomon faisaient partie de l'enseignement'.14 A. Gallego, che dedica un articolo all'uso dei proverbi nell'Università di Valencia nel secolo XVI, menziona uno studio di M. J. Stiennon dal titolo Les proverbes dans l'enseignement liégeois au XIe siècle.15





Warning: file(http://www.deproverbio.com/content468.txt): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /home/world68/public_html/DPjournal/DP,1,1,95/TEODOR.html on line 439

Warning: join(): Invalid arguments passed in /home/world68/public_html/DPjournal/DP,1,1,95/TEODOR.html on line 439

Warning: Division by zero in /home/world68/public_html/DPjournal/DP,1,1,95/TEODOR.html on line 448

The full text of this article is published in De Proverbio - Issue 1:1995, an electronic book, available from amazon.com and other leading Internet booksellers.

Bisogna aggiungere, per apprezzare appieno la portata dell'apprendimento del proverbio, che la struttura, la concisione del messaggio e la sua comprensibilità fanno sì che i proverbi compaiano in maniera sempre più vistosa in almeno due aree della comunicazione di massa: la pubblicità e il giornalismo. Qui essi riaffiorano nella loro forma antica o, secondo una tendenza assai popolare, si adattano, in forma modificata, a nuovi messaggi specifici. Tutte ragioni per cui la conoscenza del proverbio originario s'impone, dunque, per chi voglia recepire questi messaggi e certamente uno studente di lingue dovrebbe essere in grado di farlo. Senza svolgere una ricerca metodica, ho sfogliato alcune pubblicazioni, soprattutto italiane, prestando attenzione particolare alla pubblicità e ai titoli degli articoli; ci sono parecchi modi di sfruttare il proverbio: ora con citazioni integrali, ora con allusioni parziali, ora con rimaneggiamenti che consistono nella sostituzione di una o più parole-chiave con altre essenziali al nuovo messaggio da trasmettere. Ecco vari titoli, classificati per categorie, secondo la fedeltà più o meno grande all'originale:

CITAZIONE IN FORMA INTEGRALE:

'Tanto è ladro chi ruba come chi tiene il sacco' (sulla denuncia del riciclaggio del denaro sporco proveniente da attività illecite come il commercio della droga), Famiglia Cristiana, 27/1/85, p. 18
'Gli affari sono affari' (titolo della recensione del libro L'esegesi dei luoghi comuni di Léon Bloy), Panorama, n. 1045, 27/4/86, p. 149
'Chi fa da sé fa per tre' (riguarda il piano dei tre maggiori partiti, Dc, Psi, Psi, per imporre una soglia minima del 5% per entrare in Parlamento), Panorama, n. 1130, 13/12/87, p. 58

CITAZIONE PARZIALE O CON MODIFICAZIONI (sostituzione di parole-chiave):

Del proverbio Contadini e montanini, scarpe grosse e cervelli fini viene usata solo la seconda parte e anche quella modificata:

'Tasche grosse, cervello fino' (allude agli imprenditori lombardi), Panorama, n. 1005, 21/7/85, p. 58. Qui a scarpe si sostituisce tasche con riferimento alla loro capienza nel caso degli imprenditori.
'Scarpe grosse, cappello fino' (si riferisce ad Alessandria ed alla sua produzione di cappelli), Panorama, n. 1045, 27/4/86, p. 276

Sul proverbio La paura fa novanta, la fantasia dell'articolista si sbizzarrisce fino a sostituire sia il soggetto che l'oggetto (il numerale), nell'esempio che segue:

'La fortuna fa venti' (titolo-presentazione della 20a versione di una famosa macchina), Qui Touring 'Notizie', n. 42, 22-27/12/86, p. 9. Dove è significativa la sostituzione fortuna/paura e venti/novanta.. Di 'proverbiale' rimane il 'fa' nel significato del proverbio originario, eppure ne avvertiamo l'eco.
'La paura fa Novecento' (articolo che parla di un'antologia di storie di fantasmi di autori anglosassoni), Panorama, n. 1131, 20/12/87, p. 139. Qui abbiamo la sostituzione Novecento/novanta.
'La paura fa '92' (l'articolo riguarda la liberalizzazione delle frontiere e dei movimenti di capitali con l'unificazione del mercato comune europeo prevista per il 1992), Panorama, n. 1148, 17/4/88, p. 255

La celebre frase di Enrico IV di Francia Parigi val bene una messa, passata 'in proverbio', trova un uso molto calzante in:

'Mosca val bene una messa' (con riferimento al progetto di Giovanni Paolo II di visitare l'Urss nel 1988), Panorama, n. 1006, 28/7/85, p. 132

L'occasione fa l'uomo ladro è usato maliziosamente, sostituendo a l'uomo ladro la grazia:

'L'occasione fa la grazia' (parla della grazia che avrebbero dovuto ottenere i dissociati dal terrorismo in occasione dei quarant'anni della Repubblica), Panorama, n. 1038, 9/3/86, p. 56

L'inflazione sostituisce il male nel proverbio Non tutto il male vien per nuocere in:

'Non tutta l'inflazione vien per nuocere' (intervista con un economista sull'inflazione che riprende a salire in seguito al calo in borsa), Panorama, n. 1126, 15/11/87, p. 268

Alleanza, con un meccanismo che fa parte del gioco, rima persino con il termine che sostituisce, usanza :

'Paese che vai, alleanza che trovi' (articolo sulle giunte anomale Dc-Pci), Panorama, n. 1131, 20/12/87, p. 44

Non si vive di solo pane si trasforma in:

'Non si vive di solo qat' (Nello Yemen del Nord tutti masticano foglie di qat, una droga che cancella la fatica; le piantine coltivate al posto del caffè hanno distrutto l'economia nordyemenita. Il governo ha un'idea: puntare tutto sull'estrazione del petrolio.), Panorama, n. 1088, 22/2/87, p. 87
'Non si vive di sola City' (articolo sugli ultimi successi economici della Gran Bretagna), Panorama, n. 1154, 28/5/88, p. 207

 

The full text of this article is published in De Proverbio - Issue 1:1995, an electronic book, available from amazon.com and other leading Internet booksellers.

CITAZIONE CHE CONTRADDICE IL PROVERBIO TRADIZIONALE:

'E' tutt'oro quel che luce' (a proposito del sultano del Brunei il cui palazzo ha 1800 stanze e 2000 telefoni ed è costato $400 milioni), Panorama, n. 1038, 9/3/86, p. 87
'E' tutt'oro quel che look' (parla della pubblicità e dell'importanza del packaging e del look del prodotto), Panorama, n. 1135, 17/1/88, p. 136
'Ambasciatore porta pena' (sul nuovo ambasciatore statunitense a Pretoria, 'colpevole' di essere nero), Panorama, n. 1135, 17/1/88, p. 82

Infine ecco qualche esempio in inglese di un procedimento efficace, ma meno frequente:

PROVERBI CON L'INVERSIONE DEI TERMINI:

'Good news is no news' (titolo di un articolo sulla stampa, la quale per vendere si appella a notizie che provocano scandalo e preoccupazione nel lettore), The Australian, 12/7/88, p. 13
'Every silver lining has a cloud' (sottocapitolo dell'articolo appena menzionato), The Australian, 12/7/88, p. 13. Molto eloquente il capovolgimento del concetto.

A questo punto si sarà notato che, quasi in tutte le citazioni riportate, l'eco, più o meno precisa, del proverbio crea, intenzionalmente, un effetto ironico o umoristico o polemico avvertibile sempre meglio dopo aver letto l'articolo ed averlo, mentalmente, rapportato al proverbio a cui il titolo vuol richiamare.

 

PUBBLICITA':

Quando s'impernia sul proverbio, questo funziona davvero come fulcro attorno a cui ruota l'intero macchinario del messaggio pubblicitario, che si carica di ogni accezione, interpretazione, modificazione semantica possibile o se ne serve semplicemente per 'creare un'atmosfera'.

 

PROVERBI CITATI IN FORMA INTEGRALE:

'Detto fatto' (réclame sul sistema informativo globale che controllerà e dirigerà tutto il sistema produttivo, distributivo e gestionale di un'azienda), Panorama, n. 1051, 8/6/86, pp. 96-7
'Chi semina raccoglie' (réclame di un Club, ambiente ideale per tenere seminari, congressi, motivare un'équipe di lavoro, valorizzare una leadership per poi raccoglierne i frutti), Panorama, 1040, 23/3/86, p. 227 e 1042-43, 13/4/86, p. 164
'Chi fa da sé fa per tre' (offerta di lavoro a persone che dispongono di un minimo di capitale e vogliono lavorare in proprio), Corriere della Sera, 6/1/85, p. 15

 

The full text of this article is published in De Proverbio - Issue 1:1995, an electronic book, available from amazon.com and other leading Internet booksellers.

CITAZIONI DI PROVERBI IN LINGUE DIVERSE (adattati nella stessa lingua):

Con essi si sfrutta il fenomeno dell'assimilazione di proverbi che usiamo in lingua originale.

In vino veritas diventa:

'In vino Caritas' (con riferimento a 14.000 litri di vino sequestrati a Roma all'epoca del metanolo - assolti perché non lo contenevano - e che sono finiti sulle tre mense della Caritas per i poveri), Panorama, n. 1088, 22/2/87, p. 63

Cherchez la femme diventa:

'Cherchez la France' (réclame del Turismo Francese per vacanze in Francia), Panorama, n. 1088, 22/2/87, p. 173 e Panorama, n. 1045, 27/4/86, p. 218

Fantasiosa è la versione moderna del proverbio latino Errare humanum est, perseverare autem diabolicum:

'Videre televisionem humanum est. Programmare cum televideo diabolicum.' (pubblicità di un nuovo videoregistratore), Panorama, n. 1131, 20/12/87, p. 142. E qui diabolicum ha addirittura una connotazione positiva.

Anche in inglese il fenomeno esiste:

 

PROVERBI CON SOSTITUZIONE DI ELEMENTI:

Nei due esempi che seguono, Home sweet home diventa:

'Home $weet home!' (articolo con riferimento all'investimento sicuro nella casa), The Sunday Tasmanian, 22/3/87, p. 19. Notare l'allusione al dollaro, l'uso equivoco del suo simbolo al posto della 's' iniziale di 'sweet'.
'Home sweet dome!' (titolo sulla costruzione di case ottagonali con il tetto di metallo a forma di cupola -dome- nella zona di Adelaide), The Sunday Tasmanian, 13/11/88, p. 21

'Variety is the spice of Greece' (su vacanze di ogni tipo in Grecia offerte da agenzie di viaggi), The Weekend Australian, 27-28/2/88

 

PROVERBIO NELLA SUA FORMA ORIGINARIA:

'The pen is mightier than the sword' (pubblicità a tutta pagina della compagnia Parker per la penna dello stesso nome. Vi sono fotografati Gorbaciov e Reagan mentre firmano il trattato per la limitazione degli ordigni nucleari. Il commento dice 'The historic document is signed. The pen is a Parker.'), The Australian, 1987. Ma il trucco sta nel costringere il consumatore ad un'interpretazione nuova con l'ausilio dell'immagine che si riferisce, senza dubbio, all'accezione letterale di pen.

 

Come dimostrano gli esempi or ora citati, il proverbio comunica, sfruttando contemporaneamente diversi codici semantici, idee che avrebbero richiesto molte più parole per risultare chiare e persuasive e al tempo stesso captare l'attenzione del lettore.

 

Tra le ragioni che inducono gli autori di testi scolastici, i giornalisti e gli agenti pubblicitari a usare il proverbio per sostenere un concetto o assicurarsi l'interesse dell'utente del messaggio c'è senz'altro la qualità del proverbio di essere sintetico, in altre parole la sua concisione, la sua brevità. Col proposito di tradurre in numeri questo concetto, ho fatto il calcolo delle parole contenute in ciascuno dei 2199 proverbi inglesi e italiani presenti in una mia raccolta20.

Per esaminare la lunghezza dei proverbi nei 2 corpora a mia disposizione, li ho adattati così da facilitare un'analisi computazionale. Secondo tale analisi, la loro lunghezza varia da un minimo di 2 ad un massimo di 50 parole, come dimostrano i risultati che riporto qui di seguito:

INGLESE

 

ITALIANO

Lunghezza
parole

Numero
proverbi

Lunghezza
parole

Numero
proverbi

2

9

2

2

3

71

3

31

4

179

4

137

5

240

5

262

6

332

6

322

7

336

7

341

8

271

8

290

9

225

9

244

10

169

10

182

11

124

11

115

12

73

12

97

13

60

13

63

14

37

14

32

15

19

15

27

16

15

16

18

17

12

17

10

18

5

18

3

19

7

19

3

20

3

20

3

21

2

21

7

22

2

22

2

23

1

23

3

24

2

-

-

26

2

-

-

-

-

27

1

-

-

28

2

30

1

-

-

-

-

33

1

34

1

-

-

-

-

36

1

50

1

-

-

17247

2199

17752

2199

 

 

 

 

Si può osservare che i proverbi di 7 parole costituiscono il gruppo più numeroso tra tutti quelli di una stessa lunghezza: 336 inglesi (15,3% del corpus) e 341 italiani (15,5%). Ma, se sommiamo i proverbi brevi, considerando, cioè, la fascia comprendente quelli con lunghezze di 2 fino a 7 parole, otteniamo i seguenti risultati: 1167 proverbi inglesi, cioè il 53%, e 1095 italiani, cioè il 49,8%; quelli brevi e molto brevi costituiscono quindi circa la metà di ogni corpus.

Tuttavia, per ambedue le lingue, la concentrazione maggiore si nota tra le lunghezze che vanno da 4 a 11 elementi, più precisamente 1876 proverbi inglesi (85,3% del corpus) e 1893 italiani (86%) appartengono a questa fascia. Essendo formule compiute e brevi e per di più argute e, in molti casi, espresse con un linguaggio figurato, si capisce perché i proverbi siano facilmente memorizzabili. Il processo mnemonico è facilitato anche dal ricorrere di parole-base intorno alle quali la metafora o il concetto da esprimere ruota. Infatti, se esaminiamo le liste delle parole ricorrenti, notiamo che i sostantivi inglesi con frequenza 20 o più e i loro equivalenti italiani sono:

Parole inglesi

Frequenza discendente

Equivalenti italiane

Frequenza

Parole italiane

Frequenza discendente

man*

203

uomo

54

Dio

56

God

51

Dio

56

uomo

54

devil

49

diavolo

44

cane

47

love

49

amore

43

casa

46

thing

47

cosa

43

diavolo

44

dog

45

cane

47

amore

43

friend

38

amico

33

cosa

43

woman

36

donna

35

tempo

41

horse

35

cavallo

38

cavallo

38

eye

34

occhio

33

donna

35

money

33

denaro

26

amico

33

time

33

tempo

41

occhio

33

house

33

casa

46

acqua

31

death

29

morte

26

asino

31

hand

29

mano

27

bocca

30

fire

28

fuoco

24

capo (testa)

30

head

28

capo (testa)

30

parola

30

water

28

acqua

31

mano

27

word

28

parola

30

denaro

26

wife

26

moglie

24

morte

26

day

25

giorno

21

vino

25

ass

24

asino

31

fuoco

24

child

24

figlio

23

moglie

24

truth

23

verità

17

pane

24

wine

22

vino

25

figlio

23

mouth

21

bocca

30

piede

23

bird

20

uccello

20

giorno

21

mother

20

madre

16

mondo

21

-

-

-

-

cuore

20

-

-

-

-

fortuna

20

-

-

-

-

oro

20

 

 

 

 

 

 

* man è così frequente in inglese perché di regola serve a sostantivare l'aggettivo, mentre in italiano corrisponde semplicemente all'aggettivo sostantivato. Esempio: the old man/il vecchio, the poor man/il povero, the wise man/il saggio.

 

 

The full text of this article is published in De Proverbio - Issue 1:1995, an electronic book, available from amazon.com and other leading Internet booksellers.

 

Vorrei concludere, riesumando l'altro aspetto della didattica dei proverbi che, nei tempi passati, si usava tenere in gran conto e (perché no?) potrebbe far comodo anche oggi: mi riferisco al loro ruolo educativo.

 


 
Articles | Books | Bibliographies | Bible Proverbs
Copyright © 1995-2017 De Proverbio. All rights reserved.
The banner illustration is a fragment of Pieter Bruegel's painting "The Netherlandish Proverbs", 1559